Un disco che sto ascoltando con sommo godimento in questi giorni è l’esordio dei norvegesi Draken, uscito qualche mese fa per le tipe e i tipi della Majestic Mountain. Una bella staffilata hard rock a tinte metalliche e progressive, che riesce a schivare con genio e maestria quasi tutti i cliché dei detti generi (il chitarrista è di estrazione jazz, sarà per quello) (quasi, perché purtroppo chi ha disegnato la copertina non c’è riuscito). Stanno da qualche parte tra Motorpsycho, Spidergawd – dei quali il bassista/cantante è bassista – e High On Fire, ma vanno anche un po’ oltre, pestando sentieri che sembrano appartenere soltanto a loro. Draken è un disco di tante cose belle, di tempi strani e strutture in evoluzione, di voci epiche e cupe atmosfere, di grandiosi intrecci strumentali, di riff memorabili. È il tempio del riff, in effetti, ecco cos’è.
Qui Hallvard Gaardløs, il suddetto bassista/cantante, racconta la storia di come è nata la band e altre cosine interessanti.